19/04/2007

Il sito di Master Aton

 

21/10/2005

Convinzioni e ricerca

La convinzione di avere la risposta (magari sbagliata ma pur sempre convinta) porta alla perdita del desiderio di ricercarla...
Ma se si ha la convinzione ha forse senso continuare a cercare una risposta?
Secondo me si ma molti ti porteranno a credere che sia folle continuare a cercare quando ci si può accontentare di una ben solida convinzione.
Ma la verità non convince quanto l'artificio

19/10/2005

Il "Nuovo" Taboo

Errata Corrige :
Ecco il racconto intitolato "Taboo" che nella sua precedente pubblicazione del Blog era stato sovrapposto ad un altro racconto

"Taboo..."



Una sera eravamo davanti al nostro letto.
Lei era nuda davanti a me col seno ancora "stropicciato" dal passaggio delle mie mani.
I segni sul suo corpo li vedevo solo io.Lei riusciva a percepire solo la felicità che gli donava quel sorriso che non si cancellava impercettibile dalla sua espressione.Di qualunque cosa parlammo nei 30 minuti successivi non ricordo ma ad ogni "nuovo" argomento il sorriso diveniva più ampio.
Sapeva bene di essere mia.Sapeva di esserlo da prima della sessione che aveva avuto.Ma quel sorriso era nato solo da quella. Perchè sentire il suo corpo usato da me aveva donato lei il convincimento materiale oltre che quello mentale (di cui già disponeva) che io la desideravo "totalmente" .
Quanto aveva pianto in quella sessione. Pensai che avrebbe dovuto bere tanto per far rientrare nel suo corpo l'acqua uscitane dalle sue generose lacrime.
Dovette averlo pensato anche perché  mi disse : "quelle lacrime  datemi dal dolore e dalla gioia di essere tua si sono portate via la tristezza e lo sconforto e tu invece mi hai donato nuovo entusiasmo".
Non aveva ancora bevuto la sua "nuova" acqua fresca e purissima quando mi guardò  negli occhi e mi parlò del suo taboo.
Non era persona capace di averne,di taboo.
Era spregiudicata,provocante e perversa.
Il sogno di qualsiasi persona cercasse in lei ed attraverso di lei il piacere.
Ma sebbene capace di tutto.Capace di eseguire qualsiasi ordinie il SUO Padrone le imparisse aveva un unico grande taboo.
Eravamo insieme da un bel po'.Eravamo un Master e la sua slave da quasi un anno di intense emozioni.
Avevamo superato confini lontanissimi (non che io creda di aver mai avuto confini ma giungere in luoghi remoti delle proprie voglie e dei propri desideri lascia la sensazione che prima non si siano visitati solo perché oltre un confine,magari fosse solo del non volere), ma mai era capitato di incontrare il suo taboo,sicuramente l'unica cosa che la avrebbe sconvolta, e l'unica cosa che fino a quel momento forse avrebbe desiderato evitare.
Non lo avremmo mai affrontato perché quel gesto che per lei era taboo,non rientrava nel mio modo di desiderarla.
Avevamo praticato il BDSM nelle sue forme più complete al punto da scoprirci più estremi di quanto il nostro rapporto sembrasse lasciar trapelare.
Ma mai era capitato di dover gestire l'unico gesto di cui lei aveva paura.
Lei non aveva mai detto a nessuno quella che era una sua semplice ma temutissima forma di terrore.
Aveva conosciuto il dolore più intenso,lo desiderava se imposto da me che la dominavo e lo ricercava di continuo per amarmi eppure sperava sempre che no nsarebbe mai arrivato quel singolo gesto che avrebbe sconvolto la sua relazione con me.
E' un gesto ,non una cruenta pratica,un gesto e non un dolore atroce,un gesto e non una operazione complicata.
Un gesto che io non avrei mai fatto perché il mio modo di praticare BDSM anche nelle sue forme più estreme e dolorose NON è mai violenza.
Quando lo capì,quando capì questo ,fu dopo la sessione che ho descritto precedentemente e che la lasciò priva di lacrime prima di assumere l'acqua che l'avrebbe rigenerata.
Mi guardò e mi disse.
"Non prendermi mai a calci"...
..."Puoi farmi ciò che vuoi"...e fece un elenco delle più terribili torture che un uomo potesse infliggere ad una donna,persino il "vizionario" di "Anastasja" non basterebbe a riassumerle tutte.Avrei potuto farle cose che non avevo nemmeno mai pensato possibili.Avrei potuto condizionarle la vita per sempre ,se solo ne avessi avuto la voglia,il desiderio ma...
"...ma non prendermi a calci perché..."
...e mi raccontò la storia che portò alla nascita del suo taboo.
Continuammo a parlare di cose che chi leggerà questo racconto non ha interesse a conoscere e passarono giorni.
Quando un giorno,ancora una volta nuda davanti a me , vidi nei suoi occhi la tristezza.
Era triste, e fu incredibile (magico forse) come io la capì senza che parlasse.
Eravamo in una stanza della sua casa dove mai avevamo fatto l'amore,mai alcun gesto legato al BDSM, era un luogo che senza motivo per noi era stato taboo (inconsapevole).
La presi per i capelli con gesto improvviso,le adagiai il corpo per terra,facendola stare carponi,e facendole sentire il mio corpo premere sul suo.
Poi iniziai ad alzarmi sapendo che lei non mi avrebbe seguito.Sarebbe restata lì attendendo la sua punizione.Si aspettava qualsiasi cosa ma non pensava sarebbe accaduto quello che accadde.
Le girai intorno ,sentivo il suo respiro e lei sentiva il mio.Era quello il suo guinzaglio.Era con quello che la guidavo.
...
Quando fù sfatato il suo unico taboo lei mi disse che ora che non aveva più limiti ,sapeva che non avrebbe più avuto quella sensazione che le aveva dato quella tristezza.Non sarebbe più stata insoddisfatta di sé e di ciò che poteva donare.
Mi ringraziò in molti modi.E molti di questi mi diedero piacere.
Ma il suo "Grazie Padrone" mi lascia ancora oggi orgoglioso e fiero.
Mi disse che in quella stanza era nato il suo taboo e in quella stessa stanza io la avevo liberata dallo stesso.
L'avevo liberata.
Mi disse che mi amava.
Mi disse che era mia totalmente.
Questo racconto è pubblicato nel sito di Master Aton : www.geocities.com/masteraton
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