19/10/2005
Risposte ai primi "Commenti"
I primi commenti del blog sono giunti ,dandomi la possibilità di sentire la condivisione dei miei pensieri anche attraverso questo strumento.
Mi è stato chiesto se volessi lasciar "interpretare" uno dei miei racconti a mia moglie(in particolare rispetto al racconto:"taboo".
Mi è stato chiesto in modo Anonimo (e questo mi pare spiacevole,perchè è facile nascondersi e difficile mostrarsi).
Ad ogni modo rispondo: Non posso , non sono sposato.Ma se lo fossi mia moglie vorrebbe essere solo mia quindi la risposta sarebbe comunque :"NO".
Ad ogni modo specifico(per la nota polemica che c'era nel commento postatomi) che la scelta di essere totalmente di un'altra persona ,di appartenergli ,di essere la sua schiava,è una scelta consensiente e presa in modo consensuale.
Tutte le mie compagne ,tutte le mie slaves, sono MAGGIORENNI CONSENSIENTI E SCELGONO CONSAPEVOLMENTE E SENZA ALCUNA COSTRIZIONE di praticare sadomaso oltre che a donarmi corpo e anima.
Io condanno la violenza,in ogni sua forma.
Un secondo commento sul blog diceva : "tu sei più fuor di me".
Rispondo che non so se io sono fuori ma invito a considerare a chi non capisce , che magari sono altri a " non stare dentro "....intendo dire che avere punti divista diversi non significa essere giusti o sbagliati (dentro o fuori) ma solo vivere la vta con diverse fore ,modalità e intensità.
Io non so se sono fuori o dentro ma so che non giudico gli altri giusti o sbagliati per quello che fanno. E se proprio un giudizio va dato, sarà inerente a ciò che uno è e non a ciò che uno fa.
Terzo commento:
But Terfly troverai la mia ( la TUA ) risposta in un commento ad un tuo post sul tuo blog.
Perchè non quì è scritto tra le righe nel commento
14:23
Scritto da: masteraton
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La MIA prima slave
Ormai sono passati anni dall'evento di cui sto scrivendo.
Ero giovane, e lei molto più grande di me.
Eravamo entrambi consapevoli che portavamo dentro nella nostra essenza qualcosa di enorme che era stato compresso fino a quel momento.
Qualcosa di bellissimo che non viveva.
Avevamo entrambi curiosità e il cuore batteva forte.Anche ora a distanza di anni riesco a sentirlo premere contro il resto del mio corpo come per "farsi notare": per dirmi "guarda che tu stai provando un'emozione incredibile e mai provata prima, e tutto ciò solo perchè stai guardando negli occhi la persona che IO aspettavo".
Non era una novità sentirmi Master:è una cosa sento dentro da quando avevo 12 anni (ovviamente non esprimevo a 12 anni il mio esser Master attraverso il Bdsm o una sessione, ma ero già la guida di molte persone molto più grandi e mature di me che però entrate in relazione con la mia persona ,si "appogiavano a me" lasciandosi guidare).
Ma era una novità avere di fronte a me quella che sarebbe stata la mia schiava.Colei che avrebbe CONDIVISO con me la sua essenza,colei che per prima ha desiderato l'espressione del mio esser Master in qualsiasi forma io sentissi di doverlo manifestare.
Quando suonai al citofono la sua voce era forte,decisa,nessuno al mondo oltre a me ci avrebe letto la debolezza interiore che la paura le donava per il solo fatto che per la prima volta stava "mentendo" a suo marito.
Non eravamo lì per fare l'amore,solo per guardarci negli occhi lontani dal mondo ,ma in realtà anche il solo essere lì costituiva per il resto del mondo un fatto scandaloso:un ragazzo giovanissimo e una donna sposata che si incontravano perchè sentivano dentro emozioni che pochissimi al mondo hanno mai conosciuto.
Era tutto scandaloso per chi ci avrebbe visti, ma per noi era solo amore.
Non potrò mai dimenticare quando mi aprì la porta e poi la richiuse dietro di sè.Eravamo noi due.Noi due dentro quell'appartamento,e il resto del mondo fuori.
Successe tutto velocemente.
Mi regalò delle emozioni che non riuscirò a condividere pienamente.
E poi mi trovai su di lei, eravamo in piedi, lei con le spalle contro il muro ,io che premevo sul suo corpo con il mio.
Eravamo vestiti e i nostri occhi erano vicinissimi ,non potevo non baciarla.Lei non avrebbe voluto rispondere a quel bacio.Ma non poteva evitarlo:mi amava.
Le mie mani inziarono a cercare il suo corpo.Rimasi sorpreso quando mi trovai con la mano nella sua maglia e scoprì che non cercavo i suoi seni (non ancora) ma il suo cuore.
Batteva fortissimo.Talmente forte che il mio non riusciva a stargli dietro.
Quando la mia mano arrivò al suo seno e lo strinse lei si tirò indietro.
In quel momento scoprì la sua tristezza , il suo dramma nel sentire in me il suo desiderio e nel pensare al fatto che raggiungere e vivere i suoi desideri potesse essere (chissà poi per quale convenzione sociale) sbagliato.
Pensò a ciò che la mamma e il padre le avevano insegnato: la morale ipocrita del nascondere gli istinti e le passioni.
Il non viverle.
La banalità di una vita che sarebbe stata solo finzione.
Era stato per quasi 4 decenni della sua vita che gli era stata imposta la banalità fdell'ipocrisia.prima i genitori , poi il marito la avevano condannata ad una vita "tranquilla" al riparo dalle passioni dai desideri e la cosa più grave,l'avevano tenuta lontana dalla possibilità di cogliere ed afferrare i suoi desideri.
Passarono delle ore.
Non ci baciammo più per ore.
Poi d'improvviso mentre parlavo di Noi ma di cose vaghe e irrilevanti in fondo vedo negi suoi occhi una fiamma.La passione.
Senza che io chiedessi nulla la vedo mettersi in ginocchio.Portare le mani dietro la schiena e abbassare il volto.
E la sento dirmi: Sono la tua schiava, e tu sei il mio Padrone.
Il mio cuore iniziò a battere fortissimo e questa volta all'unisono con il suo.
Poi si calmò.
Avevo acquistato la consapevolezza della mia essenza.
Ciò che sapevo da sempre ora riuscivo ad esprimere.
Avrei poi imparato con gli anni pratiche BDSM,avrei avuto molte slave, e sarei sempre riuscito a far vivere le essenze mie e delle mie slave.
Attraverso la costruzione di rapporti profondi e attraverso il gioco profondo (e sempre profondamente serio) delle sessioni.
Tutto poi sarebbe stato incredibile: il vivere e non lasciare sopita la mia essenza. E IMPEGNARMI a fare lo stesso con le persone che si sarebbero abbbandonate a me.
La consapevolezza di avere il dono di far vivere l'essenza alle persone che senza di me ,senza il loro Master,il loro Padrone non potrebbero vivere ma solo sopravvivere in una vita di recita.
E tutto perchè in quel momento capì(grazie alla mia prima slave) che non era il rapporto Master-slave un gioco di ruolo ma lo era la vita non vissuta.Non era il rapporto Master-slave la limitazione di libertà perchè come la MIA prima slave(e tutte le tante che poi ho avuto negli anni seguenti) la libertà io l'ho donata nella sottomissione a me.Ho liberato le mie slavedalla schiavitù della finzione di una vita non vissuta ,di un'essenza no nmanifestata.
11:11
Scritto da: masteraton
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11:09
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